Bulimia

 

“Mi rendevo conto che tutte le cose di cui avevo paura, e mi spaventavano, non erano buone o cattive di per sè, ma lo divenivano quando erano percepite dalla mente.” (Spinoza)

 

Terapia cognitivo-comportamentale

 

Oggi la Psicoterapia cognitivo-comportamentale è riconosciuta come uno dei modelli più efficaci per la comprensione ed il trattamento dei disturbi psicologici. Questo approccio si basa su una stretta relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti, ed evidenzia come spesso i problemi emotivi siano il risultato di credenze disfunzionali che si mantengono nel tempo. Viene sottolineata l’importanza delle distorsioni cognitive e della rappresentazione soggettiva della realtà nel mantenimento dei disturbi emotivi. Da qui viene il fatto che non sarebbero gli eventi a creare e mantenere i problemi psicologici, ma questi verrebbero influenzati dalle strutture e costruzioni cognitive dell’individuo.

La Terapia Cognitivo Comportamentale ha assunto il ruolo di trattamento d’elezione per i disturbi d’ansia, così come attestano recenti documenti diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

  • È scientificamente fondata: la Terapia Cognitivo Comportamentale ha mostrato risultati superiori, o almeno uguali, agli psicofarmaci nel trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia, ma si è dimostrata molto più efficace nel prevenire le ricadute.
  • È collaborativa: il paziente e il terapeuta lavorano insieme per trovare nuove strategie e strumenti alternativi di soluzione dei problemi.
  • È orientata allo scopo: il terapeuta lavora assieme al paziente per stabilire gli obiettivi della terapia, formula nei primi colloqui un piano del trattamento. Si preoccupa di verificare di tanto in tanto, insieme al paziente, i progressi, così da verificare se e quali scopi sono stati sino ad ora raggiunti. È una terapia concreta,ha come scopo la risoluzione dei problemi psicologici quali, ad esempio, la riduzione dei sintomi depressivi, l’eliminazione degli attacchi di panico, la riduzione o eliminazione dei rituali compulsivi o delle malsane abitudini alimentari, la promozione delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell’isolamento sociale, e cosi via

La psicoterapia cognitivo-comportamentale integra due interventi differenti all’interno del processo terapeutico:

 

l’intervento cognitivo: aiuta ad individuare pensieri ricorrenti, schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, che sono strettamente collegati con le emozioni problematiche vissute dai pazienti. Ed insegna al paziente a sostituirli con pensieri più realistici, arricchiti, flessibili o comunque più funzionali al benessere dell’individuo. Questo viene fatto non solo attraverso la discussione e la riformulazione delle convinzioni disfunzionali, ma anche grazie a diverse tecniche di intervento dirette alle emozioni e comportamenti;

 

l’intervento comportamentale: aiuta a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le reazioni emotive e comportamentali abituali che la persona tende a mettere in atto in specifiche circostanze, grazie all’apprendimento di nuove modalità di risposta.

 

Per cosa è indicata?

  • Depressione
  • Disturbi d’Ansia (attacchi di panico, fobie, ansia generalizzata, ansia sociale, disturbo ossessivo compulsivo, ansia per la salute)
  • Disturbi dell’Alimentazione
  • Disturbi sessuali
  • Dipendenze

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