Il Disturbo di Personalità è un’organizzazione di contenuti mentali (pensieri emozioni, strategie di reazione) che struttura le relazioni con le altre persone e l’ambiente in cui una persona vive tale da stabilizzare e mantenere i suoi aspetti disfunzionali e di sofferenza (Dimaggio, Semerari, 2009)

I Disturbi di Personalità costituiscono delle modalità, relativamente inflessibili, di percepire, reagire e relazionarsi alle altre persone e agli eventi; tali modalità riducono le possibilità del soggetto di avere rapporti sociali efficaci e soddisfacenti per sé e per gli altri.

Ognuno di noi ha caratteristiche modalità di relazionarsi agli altri e agli eventi (tratti di personalità).Le persone in grado di adattarsi efficacemente alle diverse situazioni della vita tendono ad assumere una modalità alternativa quando lo stile abituale risulta inefficace. Al contrario, gli individui con un Disturbo di Personalità sono rigidi e tendono a rispondere in modo inappropriato ai problemi della vita fino al punto che le relazioni con i propri familiari, gli amici e i colleghi di lavoro divengono difficoltose, insoddisfacenti conflittuali o vengono sistematicamente evitate. Tali modalità disadattive appaiono generalmente in adolescenza o nella prima età adulta e tendono a rimanere stabili nel tempo.

La maggior parte delle persone con un Disturbo di Personalità risulta insoddisfatta e sofferente rispetto alla propria esistenza, inoltre, presenta numerosi problemi interpersonali sul lavoro o nelle situazioni sociali.

I Disturbi di Personalità vengono raggruppati in tre Cluster (Insiemi):

  1. Cluster A: disturbi di personalità caratterizzati da condotte strane o eccentriche.
  2. Cluster B: comportamenti drammatici o eccentrici.
  3. Cluster C: condotte ansiose o inibite.

 

In sintesi ogni disturbo è caratterizzato da una serie di modalità stabili di vedere se stessi, il mondo e le relazioni con le altre persone significative che genera sofferenza alla persona o a coloro che con lei interagiscono.