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Il Centro Medico Psicoterapico, che oltre alle terapie farmacologiche offre terapia individuale e di gruppo per l’ansia, si avvale di un approccio clinico comprovato associato a una terapia cognitiva e comportamentale per ridurre e gestire i sintomi dell’ansia. Una consistente quantità di prove consiglia la terapia cognitivo-comportamentale come la psicoterapia più efficace per i sintomi dell’ansia. Il Newsweek definisce la terapia cognitivo-comportamentale “…lo standard di riferimento per il trattamento dei disturbi d’ansia” (24 febbraio 2003). Il tipo di terapia che si sceglie per risolvere i problemi legati all’ansia è di fondamentale importanza.
Disturbo d’ansia generalizzato (GAD)
Il disturbo d’ansia generalizzato implica ansia eccessiva e preoccupazione quasi tutti i giorni per un periodo di almeno sei mesi. La preoccupazione consiste in una difficoltà di controllo che causa angoscia e può comprendere: irascibilità, facile affaticamento, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione muscolare e disturbi del sonno. I sintomi più comuni includono tensione, nervosismo, instabilità, paura e incapacità di rilassarsi. Le funzioni cognitive vengono compromesse dalle difficoltà di concentrazione, dal timore di perdere il controllo, dalla paura di essere respinti, dall’incapacità di controllare i pensieri e dalla confusione. Fra i sintomi secondari ci sono scatti emotivi ed ipersensibilità, una ridotta attività sessuale e interpersonale, perfezionismo, eccessiva cautela, e reazioni di spavento esagerate. Una manifestazione fondamentale dell’ansia generalizzata è l’ansia anticipatoria. Molte ricerche hanno dimostrato l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale per l’ansia generalizzata (Durham ed Allan, 1993). La maggior parte dei pazienti che seguono una terapia cognitivo-comportamentale evidenziano miglioramenti rilevanti e costanti (Roth e Fonagy, 1996).
Panico
Gli attacchi di panico sono periodi di intensa paura o disagio che si sviluppano improvvisamente, cominciando con sintomi cardiaci e difficoltà di respirazione, e che raggiungono il loro apice nell’arco di 10 minuti. Un attacco di panico completo di solito dura meno di 10 minuti, ma può protrarsi fino a mezzora. Il panico viene causato dall’interpretazione errata di alcuni sintomi fisici. Le tre tipologie di panico sono (1) quello imprevisto o non indotto, senza alcun apparente fattore scatenante (2) quello legato a una situazione o scatenato da qualcosa, che anticipa o segue la presenza di stimoli specifici e (3) attacchi situazionali indotti, solitamente associati a specifici fattori scatenanti. La terapia cognitiva, abbinata a interventi comportamentali e a volte a una terapia farmacologica, ha dimostrato di essere più efficace di altri trattamenti terapeutici. Le ricerche hanno provato che il 75-90 percento delle persone affette da attacchi di panico ha risolto il problema in seguito a una terapia cognitiva. L’azione dei farmaci consente, da sola, di attenuare i sintomi del panico per il 70% circa dei soggetti, ma senza la terapia cognitiva, i tassi di ricaduta sono di gran lunga più elevati (quasi il 100% una volta eliminati i farmaci). Ma limitarsi a cancellare i sintomi del panico potrebbe non essere sufficiente poiché chi soffre di attacchi di panico spesso ha una bassa autostima e difficoltà interpersonali. La prognosi per un trattamento con terapia cognitivo-comportamentale è eccellente: oltre l’80% dei pazienti si liberano dal panico dopo quindici sessioni di terapia (Craske e Barlow, 1993). I sintomi dell’ansia diventano gestibili in modo tale da non sfociare nel panico.
Stress post-traumatico (PTSD)
Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) viene definito come una reazione a un fattore di stress estremo che ha causato o ha rischiato di causare morte o lesioni gravi. Fra i fattori di stress estremo si contano, fra gli altri, attacchi terroristici, stupri, conflitti, incidenti automobilistici e disastri naturali. Il trauma può coinvolgere il soggetto direttamente in prima persona o indirettamente se il soggetto assiste all’evento o se vive di riflesso il fattore di stress. Lo stress post-traumatico può comprendere le seguenti manifestazioni: enorme paura e impotenza in risposta all'evento traumatico, continuo rivivere l’evento (sogni, ricordi o intenso dolore in concomitanza con reminiscenze che riconducono all’evento), perdita della sensibilità generale (sentirsi lontani dagli altri, credere che la propria vita sia limitata, dissociarsi da o essere incapaci di ricordare i principali aspetti dell’esperienza traumatica), disturbi del sonno, rabbia o irritabilità, eccessive reazioni di spavento, difficoltà di concentrazione dovute al fattore di stress che è talmente grave da causare estrema sofferenza o indebolimento. Altri sintomi potrebbero comprendere vergogna, senso di colpa per essere sopravvissuti, mancanza di interesse in attività normali (per es. il sesso), incapacità di identificare le emozioni, diffidenza nei confronti degli altri, rifiuto delle relazioni profonde, difficoltà a rilassarsi, paura di perdere il controllo o di impazzire e sintomi psicosomatici. I sintomi di uno stress post-traumatico perdurano per oltre un mese e, senza terapia, potrebbero protrarsi per molti anni dopo il trauma. Secondo Edna Foa si registra un tasso del 91% di miglioramenti significativi in seguito a un trattamento che associa esposizione e addestramento all’inoculazione dello stress (stress inoculation training), un approccio cognitivo-comportamentale (1995).
Fobie
Le fobie sono paure costanti, immotivate e sproporzionate rispetto a uno stimolo reale o anticipato (come i serpenti, l’altezza, volare, restare soli, parlare in pubblico, gli ascensori, gli studi dentistici, i cani, i temporali, le iniezioni, il sangue oppure oggetti strani come mongolfiere o scale con aperture fra i gradini, ecc.) e implicano una modalità patologica di fronteggiare tale paura. È possibile che confrontandosi con lo stimolo possano scaturire panico o ansia estrema. Le persone affette da fobie di solito sono consapevoli dell’irrazionalità delle loro reazioni, ma si sentono incapaci di modificarle. Le fobie derivano da pensieri illogici, da una ipergeneralizzazione, dalla percezione selettiva e da visioni negative di se stessi e del mondo. La terapia cognitivo-comportamentale è strutturata, diretta e si concentra sul sintomo vero e proprio. Una volta identificata la fobia, si utilizzano gradualmente abilità e tecniche per far fronte alle paure e affrontare con l’adattamento lo stimolo che si teme. La prognosi per il trattamento delle fobie generalmente è eccellente: dal 70 all'85% dei pazienti mostrano significativi miglioramenti (Emmelkamp, 1994; Maxmen e Ward, 1995).
Fobia sociale
L’ansia sociale, nota anche come fobia sociale, implica una costante paura di umiliazione o di imbarazzo in situazioni sociali o prestazionali. La fobia sociale si manifesta comunemente con sintomi fisici come rossore, sudorazione, raucedine e tremore, in situazioni come mangiare in pubblico, sottoporsi a delle prove, partecipare a feste o incontri sociali, scrivere mentre si viene osservati da altri, parlare in pubblico, ansia da prestazione (per es. durante il sesso), ed essere intervistati. Questo può condurre a fenomeni di sottoccupazione, a minori relazioni sociali e ad attacchi di panico nel momento in cui si viene esposti alle situazioni temute. La prognosi del trattamento con la terapia cognitivo-comportamentale è eccellente, con una media del 90% di miglioramento nei pazienti che si sottopongono al trattamento. La terapia di gruppo è il trattamento più efficace contro la fobia sociale. Per maggiori informazioni sulla possibilità di seguire terapie di gruppo.
Agorafobia
È l'ansia di trovarsi in luoghi o situazioni da cui potrebbe essere difficile o imbarazzante fuggire, o in cui potrebbero non essere disponibili aiuti (essere in auto, dal parrucchiere, in coda al supermercato, nella folla). L’agorafobia è la tipologia di fobia più comune. Le persone che soffrono di agorafobia esprimono la paura di perdere il controllo e di avere un attacco con sintomi limitati (perdita del controllo della vescica, dolori al petto o svenimento). È possibile che si comincino a ridurre viaggi e spostamenti o che ci si rifiuti di viaggiare senza un compagno. L’agorafobia di solito si sviluppa più tardi rispetto alle altre fobie, verso la fine dei vent’anni o verso i trenta. La persona agorafobica diventa dipendente dalle sostanze che la aiutano a far fronte all’ansia, oppure diventa dipendente da una persona importante. Il trattamento cognitivo-comportamentale prevede un’esposizione graduale del paziente alle situazioni che teme dopo aver sviluppato con successo abilità e tecniche di risposta allo stimolo temuto. La prognosi è buona, due terzi dei pazienti agorafobici migliorano e riescono a ridurre i sintomi e a mantenere i risultati ottenuti (Barlow e Waddell, 1985).
Disturbo ossessivo-compusivo (OCD)
Le ossessioni sono pensieri, immagini o stimoli ricorrenti e invadenti. Le compulsioni sono comportamenti o atti mentali ripetitivi, intenzionali e motivati volti a ridurre l’ansia o a evitare una situazione di cui si ha paura. I pensieri e i comportamenti possono essere eccessivi e irrazionali. Le ossessioni e le compulsioni sono croniche, ma possono aumentare e diminuire in risposta a fattori di stress. I quattro modelli di comportamento ossessivo-compulsivo sono (1) ossessioni incentrate sulla contaminazione (lavarsi, evitare oggetti considerati portatori di germi e malattie); (2) dubbi ossessivi che scatenano controlli ripetitivi e ritualizzati che portano via molto tempo (spegnere gli apparecchi elettrici e chiudere porte e finestre); (3) ossessioni senza compulsione (di solito pensieri di atti sessuali o atti violenti che turbano profondamente la persona); (4) un forte bisogno di equilibrio o di precisione che causa estrema lentezza anche nelle attività di routine (come mangiare e vestirsi). Fra le compulsioni più comuni ci sono: contare, accumulare, ripetere, ordinare, chiedere conferme e toccare in maniera rituale. I risultati della ricerca sul disturbo ossessivo-compulsivo consigliano sempre la terapia comportamentale come principale intervento terapeutico associato alla terapia cognitiva per ridurre considerazioni e pensieri invasivi ed evitare la ricaduta. Una terapia farmacologica, ad esempio con Anafranil o SSRI (Prozac, Luvox, ecc) può accelerare il trattamento. Gli obiettivi realistici della terapia cognitivo-comportamentale mirano a un miglioramento significativo della condizione del soggetto attraverso la riduzione dei sintomi; l’OCD, infatti, è una condizione cronica ma gestibile, cosa che può fare un’importante differenza nella capacità di una persona di vivere e apprezzare la vita.
Anche la terapia cognitivo-comportamentale può modificare, come i farmaci, la chimica del cervello
Sul New York Times del 27 agosto 2002 il dott. Richard Friedman scrive che la psicoanalisi funziona raramente per il disturbo ossessivo-compulsivo. La terapia cognitivo-comportamentale e gli S.S.R.I (come, ad esempio, il Prozac) possono essere altamente efficaci nel trattamento dell’OCD. Il brain imaging (analisi del cervello) mostra come in un periodo di 10 settimane pazienti sottoposti a terapia farmacologica o a terapia cognitivo-comportamentale abbiano evidenziato praticamente le stesse modificazioni cerebrali. L’apprendimento è evidentemente in grado di modificare la struttura e il funzionamento del cervello.
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Opzioni terapeutiche |
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Sono disponibili sessioni individuali con visite in studio, sessioni telefoniche e videoconferenza interattiva on line (con l’utilizzo di una webcam). |
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La terapia di gruppo rappresenta un’opportunità meno costosa per apprendere le tecniche cognitivo-comportamentali e per migliorare la comprensione del problema grazie all’apporto degli altri membri del gruppo. |
Il problema è la competenza del terapeuta
La disponibilità di Psichiatri e Psicoterapeuti cognitivi competenti è una questione di fondamentale importanza. Presso il Centro Medico Psicoterapico, lavorerete con un terapeuta altamente specializzato, sensibile, comprensivo e tollerante. Un professionista che si sia formato presso l'autorevole Schema Therapy Center di New York vi offre la certezza di essere seguiti da un terapeuta preparato che si avvale delle più recenti tecniche e capacità terapeutiche per il trattamento dell’ansia, con ampia esperienza nel campo in cui rientra il vostro problema e che intende aiutarvi onestamente


