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 - Centro Medico Psicoterapico
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Presso il nostro Centro si avviano gruppi di Mindfulness Based Therapy per la prevenzione della Depressione e per la  riduzione dello Stress

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LA MINDFULNESS BASED COGNITIVE THERAPY

 

Il principale obiettivo della MBCT è quello di aiutare gli individui a effettuare un radicale cambiamento nei loro rapporti con i pensieri, emozioni, e sensazioni corporee che contribuiscono a determinare le ricadute nella depressione e di fare ciò attraverso cambiamenti nella comprensione a un livello profondo.

 


 

 

LE RICADUTE

 

Le ricadute coinvolgono, durante i momenti di abbassamento dell’umore, la riattivazione di gruppi di pensieri negativi simili agli insiemi di pensieri negativi che erano presenti durante i precedenti episodi di depressione. La riattivazione di questi “patterns” di pensieri è automatica. Deriva per così dire da se stessa piuttosto che essere il risultato di una decisione deliberata della persona. Anche questi insiemi di pensieri sembra che abbiano un automatismo nel senso che è come se la mente corresse su consolidate e abituali strade, che sono come delle vecchie abitudini che la mente accende o spegne. Come se la mente facesse per se senza una reale decisione. Anche se noi parliamo di patterns di pensieri negativi le ricadute coinvolgono un pacchetto intero composto da pensieri, emozioni e sensazioni fisiche. Queste componenti agiscono in modo da rinforzarsi l’una con l’altra creando dei circoli viziosi che mantengono sempre attivo l’intero pacchetto di pensieri, emozioni e sensazioni fisiche. In questo modo viene mantenuto il risultante stato della mente. Se non si ha una presa di coscienza dell’avvenuta attivazione di questo stato della mente esso può portare alla più grave e persistente depressione che caratterizza la ricaduta. Al cuore di questo stato della mente sta un particolare modo di vedere o modello dell’esperienza depressiva. All’interno di questo modo di vedere, il sé è visto come inadeguato, privo di valore, e i pensieri negativi sono ritenuti essere la realtà. Questo modo di vedere o modello è molto di più che un semplice collezione di concetti o idee riguardo al sé e alla depressione. Rappresentano invece una essenza distillata di numerose esperienze di mente, emozioni e corpo .Questa essenza è rappresentata a un livello più profondo del livello puramente concettuale. Se noi vogliamo provocare dei cambiamenti a questo livello, noi abbiamo bisogno fare di più che dare semplicemente al paziente informazioni puramente concettuali sulla depressione, sui pensieri negativi e sulla ricaduta. Noi abbiamo necessità di dare ai pazienti nuove esperienze per la mente ed il corpo, ancora ed ancora, che si accumulino così da creare un nuovo modo di vedere alternativo. Questi stati della mente sembra siano motivati al raggiungimento di obiettivi altamente desiderati. Sembra che l’obiettivo più desiderato sia prevenire o ridurre la loro attivazione. Ma le strategie utilizzate per raggiungere questi obiettivi sono altamente controproducenti. Infatti esse hanno esattamente l’effetto contrario a quello per cui vengono messe in atto.Invece che aiutare le persone a uscire fuori dal buco nero in cui sono entrate queste strategie servono ad affondare ancora di più nel buco nero da cui provano a scappare.Come una persona che finita nelle sabbie mobili si agita di continuo con il risultato che affonda sempre di più. Noi possiamo pensare alla mente come ad un assemblaggio di componenti che interagiscono tra loro. Ognuna di queste componenti riceve informazioni che derivano dal mondo di significati delle altre componenti della mente. Ogni componente processa l’informazione che riceve e invia l’informazione processata ad un’altro componente. Queste componenti quindi fanno la stessa cosa, e quindi inviano sempre più informazioni. Noi possiamo pensare al lavoro della mente come ad un continuo flusso e cambiamento di informazioni tra le sue componenti. Se noi avessi modo di guardare dentro la mente noteremmo che nel tempo, vi sono dei ricorrenti pattern nell’interazione tra le diverse componenti. Per un po’ predomina un pattern, e poi, in risposta a dei cambiamenti nel mondo esterno od interno, avviene uno shift, cosicché le stesse componenti della mente che in precedenza interagivano in un solo pattern da quel momento iniziano ad interagire in una differente configurazione. In questo modo noi possiamo vedere l’attività della mente come un continuo shifting o come evoluzione di pattern di interazione tra le sue componenti. Per comprendere meglio possiamo fare una analogia con le marce di una macchina.Come ogni marcia della macchia ha un particolare uso (partenza, accelerazione, decelerazione, etc.) così ogni modalità della mente ha una caratteristica funzione. In una macchina il cambiamento di una marcia può avvenire automaticamente ( con una trasmissione automatica), o intenzionale ( con un cambio manuale) Nello stesso modo le modalità della mente possono cambiare automaticamente o ( in risposta a particolari tipi di informazione processati) o intenzionalmente ( l’individuo coscientemente sceglie di richiamare una particolare intenzione o di focalizzare l’attenzione in un modo particolare).Allo stesso tempo così come una macchina non può essere in due marce contemporaneamente così la mente non può allo stesso tempo utilizzare due modalità differenti della propria mente che richiedono l’utilizzo delle stesse componenti della mente. Attivare certe modalità della mente preclude necessariamente la possibilità di trovarsi in certi altri stati della mente. Noi possiamo pensare al compito della terapia del mindfulness come insegnare strade individuali per raggiungere una maggiore consapevolezza della modalità della mente (marci della mente) nella quale ci si trova in ogni momento, e insegnare a uscire , se lo si sceglie, da modalità non utili per impegnarsi in modalità più utili. Teasdale chiama questo “ imparare a cambiare le marce della mente”. Si insegna in pratica a essere consapevoli di due modalità del funzionamento della mente: la modalità fare e la modalità essere.

 


 

 

MODALITA’ FARE

 

La modalità fare viene attivata quando la mente percepisce una discrepanza tra l’idea di come una cosa si pensa dovrebbe essere, oppure si vorrebbe che fosse, e come invece è nella realtà. La discrepanza percepita genera frustrazione ed emozioni negative e stimola in modo automatico ed inconsapevole la mente a ragionare sulle cause e le possibili soluzioni. Se la soluzione viene individuata ed attuata la condizione emotiva migliora e la mente arresta il processo. Tale processo è decisamente importante al fine di un miglioramento della propria condizione e manifesta una delle più evolute capacità umane. Vi sono però situazioni negative che di vita in cui o non è possibile trovare un rimedio, come ad esempio la perdita di una persona cara, oppure non si riesce per qualche motivo a trovare una soluzione che si ritiene comunque possibile. Situazioni di questo ultimo tipo possono accadere quando si è troppo coinvolti nel problema e il proprio punto di vista non riesce ad essere lucido ed efficace. In questi casi è facile cadere nella trappola della rimugginazione, una forma di ragionamento circolare che tende a ripetersi senza raggiungere mai una soluzione e che persiste in giudizi negativi sulla situazione disturbante e su se stessi. La mente continua a processare le informazioni nella modalità fare e a rimanere nella discrepanza, continuando a cercare i possibili modi per ridurla, mantenendo uno stato emotivo negativo persistente. Il processo continua finché la discrepanza si riduce oppure quando alcuni compiti più urgenti portano ad un temporaneo cambiamento del tema, per poi tornare alla discrepanza non risolta quando il compito alternativo smette di essere una priorità. Inoltre se la mente non riesce a risolvere la discrepanza, cerca di manipolare le proprie idee nella speranza di trovare una soluzione. Si crea quindi un circolo vizioso, dove un pensiero negativo induce uno stato fisico di malessere e la discrepanza (stato di malessere) a sua volta favorisce ulteriori pensieri negativi che a loro volta creano un ulteriore stato di malessere fisico e cosìvia.Un ulteriore problema di questa situazione consiste nel fatto che la mente non è pienamente consapevole del momento presente, essendo continuamente tesa a dare considerazioni e giudizi e a valutare i fatti del passato e/o del futuro per risolvere il disagio. Il risultato è una non consapevolezza ed una incapacità di godere pienamente dei momenti della vita attuale e quindi una insoddisfazione che aumenta ancora , come se si fosse assoggettati a una sorta di pilota automatico. Poiché le emozioni hanno come scopo anche quello di preparare all’azione è facilmente comprensibile perché lo stato emotivo attivato dalla modalità Fare quando diventa intollerabile, favorisca comportamenti volti alla modulazione dell’umore disfunzionale. I comportamenti in atto da una parte permettono di ridurre la rimuginazione e le emozioni negative associate ma dall’altra causano una estrema suscettibilità del pattern che si attiverà con frequenza e intensità sempre maggiori anche in situazioni sempre più banali.

 


 

 

MODALITA’ ESSERE

La modalità della mente Essere consiste in un atteggiamento mentale non diretto al raggiungimento di uno scopo specifico, se non semplicemente quello di essere consapevoli ed accettanti del momento presente. La mente è focalizzata sull’osservazione delle sensazioni fisiche , delle emozioni e dei pensieri che transitano nella propria consapevolezza, accettandoli come eventi che entrano ed escono dalla propria esperienza. In questa modalità l’individuo si trattiene dal mettere in atto i ragionamenti e le valutazioni o i comportamenti che questi eventi inducono ad agire. I vantaggi di questo atteggiamento mentale sono molteplici:Non è necessario monitorare di continuo se si sta raggiungendo l’obiettivo; l’accettazione determina la non necessità di valutare di continuo l’esperienza al fine di ridurre la discrepanza tra lo stato attuale e quello desiderato; non ci sono giudizi sulle emozioni e sui pensieri ( sono visti come eventi della mente che si verificano, diventano oggetto di consapevolezza e poi passano); favorisce una maggiore consapevolezza del momento presente, l’unico tempo di vita reale, senza perdersi in persistenti ed estenuanti rimuginazioni sul passato e sul futuro, che possono sia peggiorare il malessere emotivo impoverendo la vita dei piccoli piacere che la vita presente offre; favorisce un senso di libertà e di scelta perché, promuovendo una maggiore tolleranza delle emozioni negative, permette di non agire sotto la spinta degli impulsi emotivi automatici, che spesso comportano vantaggi a breve termine ma conseguenze negative a lungo termine.